Agroecologia Bio-rigenerativa
Il nostro approccio è “oltre il biologico” perché non ci limitiamo ad applicare un metodo produttivo, ma proponiamo una visione che abbraccia l’intero sistema alimentare a partire dall’identificazione del campo agricolo come ecosistema. Per questo parliamo di agroecologia e, in particolare, di agroecologia biologico-rigenerativa: un approccio olistico che mira a rigenerare le risorse naturali, il suolo e la biodiversità per creare sistemi alimentari sani e sostenibili.
RigogliosaMente è un brand di ARCA Srl Benefit - Centro Studi Agroecologia Biorigenerativa, realtà che dal 2016 si dedica allo studio e allo sviluppo di pratiche agroecologiche bio-rigenerative oggi codificate nel Disciplinare ORSS®: un impianto normativo che punta al miglioramento della qualità del cibo e della salute del suolo e al quale gli attori della nostra filiera devono attenersi.
Tutto ha origine negli anni ’80, quando Bruno Garbini - tra i primi al mondo a parlare di rigenerazione in agricoltura - sviluppa il progetto A.R.C.A. (Agricoltura Rigenerazione Controllata Ambiente), un primo modello di agricoltura bio-rigenerativa ispirato alla saggezza contadina e alla casa colonica mezzadrile, dove nulla si spreca e tutto si rigenera.
Un approccio pionieristico che per la prima volta in Italia ha messo in luce il legame profondo tra salute della terra, qualità del cibo e benessere umano, oggi confermato anche dalla scienza: esiste, infatti, una relazione diretta tra bioma del suolo, bioma animale e bioma umano.
Il modello One Healthe l'agricolturabiologica rigenerativa
Per noi il cibo rappresenta il punto di equilibrio di un ecosistema in cui ogni elemento influisce sull'altro, secondo una logica che affonda le proprie radici nell'approccio One Health, un modello olistico scientificamente provato che afferma l'interconnessione tra la salute delle persone, la salute degli animali e la salute del pianeta.
Per questo produciamo alimenti secondo i principi dell'agricoltura biologica rigenerativa: un sistema alternativo che attraverso l'adozione di pratiche agricole specifiche - come le colture di copertura, la minima lavorazione del terreno, le rotazioni colturali e la riduzione o l'eliminazione di input di sintesi come fertilizzanti e pesticidi - pone la salute del suolo come fondamento essenziale dell'equilibrio ecologico e della qualità del cibo.
Il suolo al centro del sistema
Alla base dei principi dell'agricoltura biorigenerativa vi è, infatti, la connessione tra la qualità del suolo, il valore nutrizionale degli alimenti e la salute umana. Studi scientifici dimostrano che le colture provenienti da sistemi biologici rigenerativi, ad esempio, presentano concentrazioni piu elevate di vitamine, minerali e antiossidanti, con effetti positivi sulla prevenzione delle malattie e sulla salute delle persone.
Un suolo sano, inoltre, influisce direttamente sulla resilienza delle piante agli stress ambientali garantendo rese sostenibili anche in condizioni difficili, il che rafforza la produttività agricola. Infine, migliora la gestione delle risorse idriche e favorisce la conservazione della biodiversità. Rigenerare il suolo significa, allora, rigenerare l'ambiente e, allo stesso tempo, rendere più sostenibile, più nutriente e più buono il cibo che arriva sulle nostre tavole.
Mangiare rigenerando l'ambiente
Nella prospettiva dell’agroecologia biologica rigenerativa, ognuno dei protagonisti della filiera rigogliosa - a partire dagli agricoltori stanziali che con coraggio scelgono di abbracciare questa visione - ha la possibilità di fare la differenza.
Attraverso le proprie scelte alimentari lo stesso consumatore finale può diventare un “rigeneratore attivo”: ogni acquisto, se orientato verso cibi biologici rigenerativi, alimenta automaticamente un sistema che rigenera suolo, servizi ecosistemici e, di riflesso, la qualità stessa dell’alimentazione umana.
Tale assunzione di responsabilità collettiva si traduce in un’idea di nutrimento quale atto di cura condivisa e reciproca, in cui l’essere umano agisce per la natura e la natura, di rimando, per l’essere umano. Così il cibo diventa buono per chi lo coltiva, per chi lo trasforma, per chi lo consuma e per il pianeta.